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Festa della Madonna di Loreto a Torino di Sangro

Ultima domenica di maggio e il lunedì e il martedì successivi - Torino di Sangro (CH)
Maria SS.di Loreto, patrona del paese di Torino di Sangro, viene festeggiata nell'ultima domenica di maggio e nei due giorni successivi, con il rientro in massa degli emigranti del paese. La festa religiosa si apre la domenica con la deposizione della statua della Madonna, tutta rivestita di oro, nel suo trono rilucente. Dalla mattina la statua viene tolta dalla nicchia e deposta in sagrestia dove alcune pie donne, oltre a rivestirla con lo splendido abito ricamato in oro, la ricoprono letteralmente dei mille oggetti d’oro.

Nel pomeriggio la chiesa a Lei dedicata si riempie inverosimilmente, manifestandosi del tutto inadeguata a tanta fede. Lucernario della Madonna ad un certo punto, la “Madonna” si affaccia da dietro l’altare, portata a mano dai componenti il comitato dei festeggiamenti, e, tutta brillante nella sua veste d’oro, viene deposta nel trono formato da quattro colonne sormontate da una grande corona di pregevole fattura, dono di fede degli antichi Torinesi emigrati in America. Il momento è solenne e commovente: mentre il coro e tutto il popolo cantano l’inno della novena dedicata a Lei, tu senti un brivido che ti scende lungo la schiena, qualcosa che ti commuove le viscere: senti che la "Mamma Celeste" ti è vicina e ti chiede di aprirle il tuo cuore perché Lei è pronta ad aprirti il suo ed a trovare la giusta soluzione per ogni affanno.

Nel passato le invocazioni erano urlate letteralmente; oggi sono espresse con la stesa intensità, ma nell’intimo, senza strepiti, e i volti di tutti, volti che esprimono grandissima commozione, ne sono testimonianza: Iniziano i turni di presenza davanti alla statua della “Madonna”, che non viene lasciata mai sola. La veglia dura tuta la notte. Al mattino del lunedì nel paese c’è aria di gran festa. La banda (una tra le migliori) rallegra con le note delle marce più impegnative l’animo dei cittadini. Si avvicina il momento più importante: quello della processione per le vie del paese. Davanti alla chiesa si riuniscono i vari gruppi che desiderano portare a spalla la “Madonna” sul suo trono. Si fa un’asta, alla fine della quale ha l’onore di “portare” la “Madonna” il gruppo che ha fatto la maggiore offerta. Inizia la processione. Davanti alla statua camminano due lunghissime file di persone in preghiera; ad una decina di metri uno stuolo di bimbi piccini vestiti da angioletti; poi tutti quelli che hanno fatto la Prima Comunione in vesti bianche; infine il coro. Dietro la statua i sacerdoti, le autorità ed una folla di gente lunga centinaia di metri che segue con raccoglimento la “Madonna” coperta col suo manto rosso che di tanto in tanto si gonfia al soffio del vento, quasi a diventare cosa viva. I balconi sono ornati a festa: le migliori coperte fatte di sete e merletti dai colori variopinti vengono esposte quasi a gara tra le diverse padrone di casa. Una parte della banda suona l’inno alla “Madonna di Loreto” composto tanto tempo fa dal nostro concittadino maestro di musica Giuseppe Torrebruno; canta questo inno tutto il popolo di Torino di Sangro con uno slancio che raramente si riscontra in altri canti: veramente il canto di questa occasione è preghiera e scaturisce dal profondo del cuore. Le parole, poi, scritte nel passato dal Rev.do don Beniamino Carusi, fanno vibrare l’animo di tutti i Torinesi perché parlano del loro rapporto di fede con la “Madonna di Loreto”; è un colloquio intimo tra ogni figlio e la sua “Mamma”.

E la processione procede per le vie del paese tra una pioggia di petali di rose che scende giù da ogni balcone. Assiepata ai lati della strada una gran folla di persone; tutte guardano il volto bellissimo della “Madre Celeste”; guardano il suo sguardo dolcissimo che ha dell’infinito, del trascendente e parla direttamente al cuore. Anche quelli che ostentano incredulità, in quel momento chinano il capo in segno di riverenza e si segnano col segno della croce. Passando sotto il campanile della chiesa maggiore si assiste ad uno spettacolo inconsueto: dal campanone che suona a distesa piovono nuvole di petali di rose facendo vivere tutti in un’atmosfera irreale, paradisiaca. La processione volge al termine: una gran folla di persone sale sui tanti gradini della chiesa, rivolte verso la “Madonna” che guarda alla chiesa prima di rientrare; tutte intonano il canto: “ a te con questi fiori ascenda il nostro amor….” E nell’attimo stesso in cui queste parole vengono pronunciate tutte innalzano verso il cielo un fiore, ed è uno spettacolo veramente commovente e carico di fede.

Terminata la santa messa, hanno inizio gli spari che sono eccezionali e sono incendiati dalle migliori ditte specializzate. Nel pomeriggio c’è uno spettacolo non comune: dalla cassa armonica, posta nella piazza principale del paese, ha inizio la vendita all’asta dei tanti “donativi” offerti dalla gente in onore della “Madonna”. Si tratta di pietanze succulenti: ventricine, polli arrosti, formaggi, conigli arrostiti, porchetta, salami, dolci di ogni specie; il tutto annaffiato da ricchi bottiglioni di vino locale veramente buono. E tutto questo ben di Dio viene consumato sui tanti tavoli disposti nella piazza. La sera la banda rallegra con pezzi di musica operistica e sinfonica, opportunamente scelti, l’attento pubblico che è considerato grande intenditore, date le tradizioni musicali molto radicate nel paese. Al termine, fuochi d’artificio che accendono il cielo di mille colori con la creazione di mille disegni fantasmagorici che durano pochi istanti ma riempiono l’animo di un grande godimento di fronte a quello spettacolo irreale. Intanto nella notte la veglia continua nella chiesa. Il giorno dopo, martedì, si aspetta la sera, quando la “Madonna” (tolti gli ori e rivestita dell’abito normale) viene riposta nella nicchia.

La chiesa è gremita come quando la “Madonna” è “scesa” nel trono. Si canta con fede profonda l’inno della novena e tutti ancora con gli occhi lucidi di pianto si raccomandano a Lei per vere assistenza e aiuto in ogni momento della vita. Terminata la santa messa, tutti trascorrono la serata all’ascolto di un’orchestra di musica leggera opportunamente scelta dal comitato feste. A conclusione della serata, di nuovo spari e fuochi d’artificio che adornano il cielo con mille fiori colorati ed evanescenti, e poi tutti a casa. Si comincia ad aspettare la festa dell’anno prossimo fra speranze di ritrovarsi ancora insieme e voti augurali. (Scritto dal maestro Rocco Pezzella e pubblicato sull’Amico del Popolo il 30 maggio 1999).

Per maggiori informazioni

Sito del Comune Torino di Sangro

Ultima modifica 14/05/2015 ore 15:45
Fonte / Autore: Sito del Comune Torino di Sangro


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