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Pasqua a Sulmona

25 / 27 marzo - Sulmona (AQ)
Riti della Settimana Santa a Sulmona. Il Venerdì Santo la processione del Cristo Morto, la Domenica di Pasqua il tradizionale rito della Madonna che scappa in piazza.

La "Processione del Cristo Morto" che si svolge a Sulmona la sera del Venerdì Santo ha origini antichissime, medievali, ma l'attuale solenne allestimento risale al 1500 circa. I confratelli dell'Arciconfraternita della SS. Trinità, la più antica di Sulmona, che ha sempre curato la rievocazione della morte di Cristo, fin dall'alto medioevo, indossano un vistoso saio rosso porpora con pettorina bianca e cingolo rosso, simbolo di costrizione e umiltà e sfilano lungo le vie del centro con un corteo processionale suddiviso in vari settori. Dapprima sfila la banda, poi è la volta del QUADRATO, uno schema processionale formato da 20 confratelli che recano dei fanali i quali "fanno quadrato" attorno al "TRONCO", bellissima Croce Processionale lignea del 1700. L'ordine e la perfetta simmetria tra i vari componenti il corteo funebre sono assicurati dai MAZZIERI, ossia da 5 confratelli trinitari che seguono le direttive del Capo dei Sacristani, a cui spetta l'onore di sovrintendere a tutta la processione. Da segnalare, inoltre, all'interno del Corteo Processionale, il CORO, vero cuore della processione, composto da oltre 110 cantori che intonano varie versioni del Miserere e altri canti sacri, accompagnando il canto con un passo cadenzato, tipico della tradizione Trinitaria Sulmonese, conosciuto come "Lo Struscio".

Dietro il coro segue il simulacro del Cristo Morto, la statua realizzata nel 1750 è di autore ignoto, il Cristo prima dell'inizio della processione viene adagiato su una bara ornata di una coperta di gramaglie, un velo bianco e quattro angioletti in argento che recano i simboli della Passione. La statua è circondata da 33 garofani rossi depositati dai confratelli Trinitari. In ultimo dietro al feretro del Cristo, sfila l'Addolorata avvolta in un manto nero e il petto trafitto dalla "spada del dolore". La Processione si snoda lungo le strade del centro storico di Sulmona e al passo dello "struscio" sosta nei luoghi simbolo della città come Piazza Maggiore e del Plebiscito. In quest'ultima avviene ormai da molti decenni il rito dello "scambio", i Trinitari cedono ai Lauretani(Confraternita di S.M. di Loreto) il permesso di portare le statue per le vie del loro quartiere per poi riconsegnarle al termine del giro. I Lauretani hanno anche il permesso di sfilare con i Trinitari fino al rientro in chiesa, uno dei momenti più commoventi dell'intera processione quando tutti i confratelli si dispongono con i "fanali" attorno al portale della chiesa della Trinità per accogliere il ritorno del "Tronco", del Cristo e dell'Addolorata. La chiesa viene chiusa alla mezzanotte.

La Manifestazione de "La Madonna che scappa in piazza" la mattina della domenica di Pasqua, è organizzata da secoli dalla Confraternita di S. Maria di Loreto. Di origini Medievali, rievoca la Resurrezione di Cristo con una funzione folcloristico-religiosa unica nel suo genere. Piazza Garibaldi è gremita di folla. In uno dei lati della piazza, sotto le arcate dell'acquedotto svevo, è visibile il trono con la statua del Cristo Risorto. Dalla parte opposta vi è la Chiesa di S.Filippo dalla quale uscirà la Madonna in lutto, su sollecitazione dei due discepoli di Gesù, S. Pietro e S. Giovanni, i quali le hanno recato la lieta novella della resurrezione del Cristo. I due Santi vanno a vicenda a bussare, ma Ella crederà solo a San Giovanni al terzo tentativo. La madre di Gesù questa volta obbedisce all'invito di Giovanni, le porte della chiesa si aprono ed esce. Il Rituale è complesso ed articolato: la Madonna percorre con passo incerto e cadenzato la distanza che vi è tra la chiesa e il centro della piazza perché è ancora incredula e sconvolta dal dolore. Giunta a metà della Piazza, la madre di Gesù scruta meglio l'orizzonte e riconosce il Figlio risorto che l'attende. A questo punto la Madonna inizia una corsa sfrenata, durante la quale le cade il mantello nero del lutto. Le resta indosso il vestito verde, il colore della primavera, foriera di lieti auspici mentre un volo di colombi si libra nel cielo accompagnato da scoppi di mortaretti. Ancora una volta si è compiuto un rito che vanta radici remotissime che vanno ben oltre la dimensione cristiana.

Per maggiori informazioni

Sito Comune di Sulmona

Ultima modifica 11/05/2015 ore 13:33
Fonte / Autore: Sito Conoscere Abruzzo Turismo


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Sulmona

Sulmona, anticamente Sulmo, sorge su un pianoro, a circa 350 m di altitudine, nella parte più meridionale dell’ampia Conca Peligna, nel Centro Abruzzo. Si presenta con estensione longitudinale secondo un asse nord/sud, lambito ai fianchi da due fiumi, il Gizio ed il Vella, che col loro tracciato ne hanno contenuto a lungo l’espansione ad est e a ovest.

Dal punto di vista urbanistico Sulmona è la risultante strutturale di una ricca congerie di stili susseguitisi nei secoli e per lungo tempo sempre all’interno dell’antico impianto, non oltre gli ostacoli naturali dei due corsi d’acqua, travalicati solo con piccole borgate fuori mura, prevalentemente rurali.
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